Febbraio 2025
PASQUALE DI MATTEO – Critico d’arte, scrittore & comunicatore multimediale
Breve critica a Paola D’Antuono, in esposizione a Cremona, negli spazi di Gabetti Arte.
“Nell’arte di Paola D’Antuono si respira il silenzio tumultuoso della natura.
Ciò che colpisce è la capacità di trasformare una tela in un campo di battaglia sensoriale, dove colori e materia lottano e si riconciliano, in un linguaggio astratto che non si limita a rappresentare, ma si interroga, accarezza e va oltre la superficie.
La transizione dai blu e verdi superiori ai marroni e rossi della zona inferiore di una sua opera è un dialogo tra cielo e terra, tra evanescenza e radici.
È un’astrazione che non rinnega il reale, ma lo sublima in un codice universale, su cui l’occhio scivola, si perde, ritrova appigli nei colori che sembrano graffiare la tela.
Gli strati cromatici si accumulano come sedimenti geologici, creando una topografia tattile che invita a guardare utilizzando anche altri sensi oltre la vista.
Non c’è casualità, ma un controllo ferocemente libero, una densità cromatica che ricorda le sperimentazioni materiche di Burri, ma con una sensualità femminile, dove i rossi bruciano come crepuscoli e i blu hanno la profondità del mare, in un trionfo di ambiguità emotiva.
Un’espressione artistica da cui si leggono malinconia, ma anche ferocia primordiale o un inno a resistere alle sfide poste dalla vita.
In un’epoca ossessionata dall’immagine e dalla superficialità che rinnega il confronto e lo spirito critico, Paola D’Antuono, invece, dà spazio all’indefinito che costringe a pensare.
Non a caso ricorda gli impressionisti, ma con la differenza che Monet dissolveva la forma nella luce, mentre D’Antuono la trasfigura in energia pura per estrarre l’essenza del mondo.
L’arte di Paola D’Antuono va compresa e “abitata” con il proprio senso critico.”